La Malaria

Prima parte

Prima del DDT, si combatteva la malaria spargendo l’insetticida e distribuendo il chinino. L’uno e l’altro compito era affidato al comune, che passava questo incarico ad altri. A volte succedeva che il comune si dimenticava di pagare quelli a cui aveva dato l’incarico di spargere e distribuire. Il diciannove luglio 1938, Felice Piredda scrisse così al commissario prefettizio Emilio Senis:

“Illmo Signor Commissario Prefettizio San Gavino Monreale.

“Il sottoscritto Piredda Felice, Fu Antonio Messo Comunale alle dipendenze dell’Onle Comune di San Gavino Monreale, rivolge grata preghiera alla S. V. Illma affinché voglia concedergli un congruo compenso per la distribuzione del chinino degli anni 936-937-938 XVI essendo il sottoscritto incaricato dall’Ufficiale Sanitario.”

L’anno dopo fu Carlo Tola, impegnato contro le mosche, a scrivere che…

“avendo anche quest’anno compiuto il lavoro di disinfezione entro il popolato, nella campagna contro le mosche, e non avendo ancora ricevuto da codesto Comune alcun compenso, fa domanda alla S. V. Illma a ciò che voglia ottemperare all’obbligo del compenso.”

A volte succedeva che il comune si dimenticava di pagare quelli a cui aveva dato l’incarico di spargere e distribuire

In entrambi i casi, le lettere furono seguite da una delibera di pagamento.

Ogni anno, il comune assumeva alcune persone con il compito di disinfestare le zone umide. Gli addetti alla disinfestazione erano chiamati verdizzatori, dal nome di un disinfestante molto diffuso chiamato verde di Parigi. Sembra che il comune preferisse assumere pensionati. Questo documento è del venticinque marzo 1939:

“Ritenuto che devesi provvedere alla nomina di due verdizzatori per la presente campagna antimalarica;

“Considerato che il nominato Tola Carlo ha disimpegnato tale servizio in modo soddisfacente negli scorsi anni e che, il nominato Ariu Antonio, ha pure prestato negli scorsi anni lo stesso servizio dando prova di capacità e attività, e che, pertanto, si ritiene opportuno riassumere i medesimi per la presente campagna;

(…)

“Delibera di assumere, come assume, quali verdizzatori per la presente campagna antimalarica i nominati Tola Carlo e Ariu Antonio, con la paga giornaliera di Lire sette, non soggette alla ritenuta del contributo assicurativo contro la invalidità e vecchiaia avendo entrambi superato l’età di 65 anni”.

Una circolare del prefetto del quattro aprile 1941 ricorda al podestà che la campagna antimalarica era imminente:

“Occorre… che provvediate subito, d’intesa con i dipendenti Ufficiali Sanitari, all’assunzione del personale occorrente per le operazioni di diserbo e sterro dei canali e per lo spargimento delle miscele antilarvali.”

Preferibilmente, il comune avrebbe dovuto impiegare personale esperto ed esente da obblighi di leva. I pensionati non erano a rischio naia.

“Il personale predetto in numero proporzionale alle esigenze di ciascun Comune, sulla esperienza degli anni scorsi, dovrà essere scelto a preferenza fra quello già pratico del servizio e utilizzato nelle precedenti campagne antilarvali, scegliendo possibilmente quelli che non abbiano obblighi di leva.”

Se occorreva, aggiunge il documento, questo personale doveva essere istruito:

“Il personale da adibirsi alla lotta antilarvale, ad eccezione di quello che potrà essere esonerato dai singoli Ufficiali Sanitari, i quali in tal caso dovranno dichiarare per iscritto sotto la loro responsabilità che il personale suddetto è sufficientemente preparato, dovrà frequentare in Cagliari un corso di addestramento della durata di due o tre giorni. Tali corsi che non potranno riunire più di 30-40 operai per volta saranno tenuti presso il Laboratorio provinciale di igiene e profilassi”.

Gli ufficiali sanitari davano le istruzioni:

“In ciascun Comune della Provincia l’Ufficiale Sanitario dovrà intanto procedere subito al censimento dei ristagni e dei focolai anofeligeni (dove si sviluppano le larve della zanzara anofele, portatrici della malaria, es) esistenti nel raggio di almeno 3 Km. attorno all’abitato impartendo al personale che frattanto sarà stato assunto le disposizioni del caso per il diserbo e lo sterro di fossi e canali in modo da assicurare per quanto è possibile lo scorrimento delle acque.”

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