La Scuola d’Avviamento

Prima parte

Si chiamava Regio Corso di Avviamento Professionale. I sangavinesi lo chiamavano l’avviamento. Fu istituito dal governo nel 1938. Ovviamente, il corso aveva un indirizzo industriale e minerario.

Era stato il podestà precedente Emilio Senis, Amerigo Sanna, il trentuno marzo del 1938, a chiedere al provveditore agli studi l’istituzione di un corso di avviamento professionale. Nella lettera, Sanna si augurava l’istituzione di un corso professionale ad indirizzo agricolo oltre che industriale. La cosa è presa alla larga. Prima parla di agricoltura:

“È nota l’importanza del Comune (che ha 5061 abitanti) nel campo agricolo. I suoi terreni, indiscutibilmente assai fertili danno già un importante contributo alla produzione cerealicola; ma se i metodi di coltura fossero uniformati alla tecnica moderna, tale contributo, sia dal lato qualitativo, che da quello quantitativo, diventerebbe notevolmente maggiore. Per conseguire ciò, non solo sono indispensabili i mezzi finanziari ed il necessario macchinario agricolo, ma è altresì necessario ed indispensabile un personale scelto e tecnicamente avviato all’agricoltura. Questo non potrà ottenersi se non con la istituzione, qui sul posto, del Corso di Avviamento.”

Quindi parla di industria:

“Nel campo industriale è parimenti indiscussa l’importanza di questo paese, in cui è in piena attività un importante stabilimento metallurgico, quale è la Fonderia del Piombo, il quale occupa oltre 400 operai e una ventina di impiegati.”

E dopotutto, concluse, San Gavino era a portata di mano:

“È poi da rilevare che il Comune è un importante centro di comunicazioni, in quanto ad esso fanno capo diversi grandi e importanti Comuni, quali Guspini, Arbus e Gonnosfanadiga, con le relative miniere, e da esso si diramano e ad esso convergono diverse linee automobilistiche della S.A.T.A.S. (…)

“L’importanza della Stazione Ferroviaria, cui fanno capo tutti i suddetti Comuni, compresi Villacidro e Sanluri, è confermata dal fatto che San Gavino ha sempre avuto la fermata dei treni diretti.”

Fino ad allora, San Gavino aveva avuto solo una scuola elementare

Il tre agosto di quello stesso anno, il prefetto di Cagliari comunicò con una lettera che il governo nazionale aveva istituito il corso di avviamento. Sanna non c’era più. La lettera fu ricevuta dal suo successore.

“Il R. Provveditore agli Studi informa che: a seguito dell’approvazione data da S.E. il Capo del Governo al piano delle istituzioni, regificazioni e trasformazioni di Corsi, Scuole ed Istituti di istruzione media tecnica per l’anno scolastico 1938-39, S.E. il Ministro dell’Educazione Nazionale, venendo incontro ai bisogni più urgenti di elevazione culturale tecnica del nostro popolo, e secondando le sue proposte, si è compiaciuto disporre, con decorrenza 16 ottobre p.v., la istituzione dei seguenti RR. Corsi Secondari di avviamento professionale in codesto comune dipendente da detto Provveditorato:

“R. Corso secondario di avviamento professionale annuale a tipo industriale min. (minerario, es) con programmi ridotti.”

Fino ad allora, San Gavino aveva avuto solo una scuola elementare. Le scuole medie non c’erano. Arrivarono solo qualche anno più tardi. Le scuole superiori dieci anni dopo, nel 1948. C’era una scuola materna, che solitamente era chiamata asilo. Ma la scuola materna era privata e non era obbligatoria. La scuola d’avviamento fu dunque la prima nuova scuola pubblica dopo le elementari. Probabilmente, non ce n’erano altre in tutta la zona.

Il diciassette settembre Emilio Senis, che allora era ancora nella sua fase di commissario prefettizio, prese in affitto alcuni locali in via Roma 7. I locali erano di proprietà di Salvatore e Angelo Uras. Scrisse:

“Occorre subito disporre per l’assunzione in affitto di locali idonei onde potere dar vita alla provvidenza eccezionale testé approvata da S. E. il Capo del Governo.”

I locali erano abbastanza grandi, sufficienti ad ospitare il corso, almeno per il momento:

“L’intero e completo stabile consta di due piani (terreno e sopraelevato) e contiene otto aule, due stanzini per uffici e vani accessori”.

Il commissario prefettizio scrisse di avere già preso accordi con i proprietari:

“I predetti Fratelli Salvatore ed Angelo Uras s’impegnano di tenere allestiti i suddetti locali, secondo le direttive impartite dal R. Ispettore scolastico della circoscrizione, non più tardi del 16 ottobre p. v., data fissata inderogabilmente per l’apertura delle scuole, confortati dei predetti accessori e dei mezzi di illuminazione, e per il canone annuo complessivo per entrambi i piani dell’intero stabile in L. 6.000”.

Sebbene fosse chiamato corso statale, era il comune a scucire gli sghei

Il comune aveva già preso accordi per trasferirvi una parte delle scuole elementari, ma dovette annullare le delibere per dare la precedenza al corso professionale.

Sebbene fosse chiamato corso statale, era il comune a scucire gli sghei. Quest’ultimo doveva pensare “agli oneri relativi ai locali, alla suppellettile scolastica, al materiale didattico e scientifico, ai mezzi di illuminazione e di riscaldamento ed al personale di segreteria e di servizio”.

L’ottimismo, però, era denso come miele. Il tre dicembre di quell’anno il podestà scriveva: “comprendendo l’attuale R. (Regio, es) Corso annuale tre sezioni, è fuori dubbio che negli anni successivi verrà elevato a R. Scuola”.

Nel 1939 il corso diventò biennale. Nel 1941 diventò scuola.

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