Le Venditrici di Zafferano

Il diciotto gennaio 1933, una donna di San Gavino, Ecca Carmelina, si fece scrivere questa lettera in carta bollata da cinque lire:

“Ill.mo Sig. Podestà e Commissione per il Commercio S. Gavino

“La croce segnata Ecca Carmelina di Antonio, nata e domiciliata in San Gavino M.le prega codesta On.le Commissione che gli venga rilasciata in suo nome la licenza ambulante di zafferano, essendo tale zafferano produzione propria, nello stesso tempo chiede che sia dispensata della cauzione di L. 500.

“Ne ringrazia

“Segno X di Ecca Carmelina

“S. Gavino 18 Gennaio 1933 XI”

Sotto c’è un’altra scritta, aggiunta in un secondo momento:

“La Commissione Com.le

“16 febbraio 1933 XI

“Accoglie”

La cauzione di lire cinquecento, anche prescindendo dalle condizioni di povertà in cui trovasi la Ecca, sarebbe sproporzionata al commercio anzidetto che in un anno può dare un margine di guadagno di poche centinaia di lire girando a piedi i Comuni della Sardegna

Due giorni dopo il visto della commissione commerciale, il podestà Petronio Sanna scrisse una delibera che esentava la signora Ecca dal pagamento della cauzione. La cauzione era un pagamento che si faceva per ottenere una licenza commerciale. Nel documento, il podestà riconobbe che la produzione dello zafferano era un’attività marginale:

“Il commercio dello zafferano, per quanto sia un prodotto che costa molto, è poco redditizio per il fatto che si vende raramente.”

Generalmente, chi produceva zafferano non aveva la possibilità di pagare la cauzione:

“La cauzione di lire cinquecento, anche prescindendo dalle condizioni di povertà in cui trovasi la Ecca, sarebbe sproporzionata al commercio anzidetto che in un anno può dare un margine di guadagno di poche centinaia di lire girando a piedi i Comuni della Sardegna.”

A dicembre un’altra donna, una certa Mariangela Licheri, fece la stessa richiesta. Non ho trovato la lettera. Forse si è persa. Però c’è la delibera del podestà, che la esenta dal pagamento per lo stesso motivo:

“Vista la domanda inoltrata da Licheri Mariangela di Sebastiano, tendente ad ottenere la licenza di commercio senza cauzione per la vendita di zafferano;

“Visto il parere favorevole emesso dalla Commissione Comunale per la disciplina del commercio;

“Ritenuto che la Licheri è povera, ed atteso che il limitatissimo guadagno sulla rivendita di zafferano non gli consente di costituire una cauzione;

“Ritenuto infine che le vigenti disposizioni ministeriali autorizzano la concessione di licenze di commercio senza cauzione a coloro i quali ricavano dal commercio appena il necessario per vivere;

“delibera di dispensare come dispensa dal costituire la cauzione commerciale alla su nominata Licheri Mariangela.”