La Tassa sui Pianoforti

Il documento è del ventuno novembre 1931. Dice:

“È istituita a favore del Comune di San Gavino Monreale l’imposta comunale sui pianoforti e sui bigliardi, a sensi degli articoli 155 e seguenti del nuovo T. U. (testo unico, es) per le Finanze Locali approvato con R. D. (regio decreto, es) 14 settembre 1931.”

La broda burocratica è a pagina due, articolo tre:

“Tra i pianoforti s’intendono compresi, agli effetti di cui al precedente articolo, gli strumenti tutti del genere, di qualsiasi forma, sistema o modalità di costruzione, anche se mossi da forza meccanica od elettrica, eccezione fatta per quegli strumenti che, per quanto provvisti di corde metalliche e di martelletti, non agiscono però per mezzo di tasti nonché per quelli che, pur essendo provvisti di tasti, siano privi di corde metalliche.”

La tassa riguardava anche i bigliardi. La definizione di bigliardo manca. Si tratta di bigliardi variamente intesi.

La tassa è tutta sbilanciata contro i bigliardisti e a favore dei pianisti: 50 lire per un pianoforte contro i 125 di un bigliardo. Io ho una spiegazione. Si tratta chiaramente di una tassa ad personam. Un figlio di Mussolini faceva il pianista. A quei tempi aveva quattro anni, ma è chiaro che non potevano imbrigliarlo fin dalla tenera età con lacci e laccioli. Occorreva spianargli la strada con una parvenza di difficoltà.

Bisognava pagare la tassa anche per i pianoforti e i bigliardi inutilizzati:

“Sono soggetti alle imposte sui pianoforti e sui bigliardi tutti coloro che, anche senza farne uso, posseggono in proprio o tengono a noleggio, o per altro titolo, uno o più pianoforti o bigliardi”.

Per bigliardi si intendevano quelli che la gente aveva in casa. Per quelli “in circoli di divertimento o in pubblici locali” la tassa era 250 lire. L’imposta era calcolata a decorrere…

“dal primo giorno del trimestre solare nel quale si è verificato il possesso o il noleggio del pianoforte o bigliardo.”

Fortunatamente, c’erano esenzioni:

“Sono esenti dall’imposta:

“1º i pianoforti ed i bigliardi che si trovano presso i costruttori, i negozianti od i noleggiatori e sono destinati ad essere venduti o noleggiati;

“2º i pianoforti usati per l’insegnamento esistenti negli Istituti di istruzione musicale”.

Non era possibile rendere esentasse i bigliardi. Magari polverizzandoli…