Minima Acta

• Il comune rimborsa la spesa di 754 lire al podestà Petronio Sanna per un viaggio a Roma. Ragioni del viaggio: “l’adunata dei Podestà d’Italia, in occasione delle nozze di S. A. R. (sua altezza reale, es) il Principe Ereditario”. Dettagli della spesa:

“Ritenuta la necessità di costruire un orinatoio pubblico nel sito ove ora abitualmente si provvede a tale bisogna”

“Rimborso spesa biglietto ferroviario in prima classe San Gavino Roma e viceversa (escluso mare): L. 154.

“Rimborso biglietto marittimo Terranova-Civitavecchia e viceversa – in prima classe: Lire 100.

“Rimborso spese forzose per giorni cinque, in ragione di lire cento al giorno: Lire 500.”

Spesa rimborsata il quindici gennaio 1930.

• A cominciare dal primo marzo 1930, il podestà concede l’apertura domenicale dei negozi. Giustificazione il fatto che “La popolazione di questo Comune è generalmente agricola, che sta tutta la settimana in campagna, ed alla quale tornerebbe comodissimo trovare i negozi aperti anche la domenica mattina”. Il prefetto eccepisce che la delibera non è stata esposta per quindici giorni all’albo pretorio. Il tredici aprile, il podestà rifà la delibera pari pari e la espone per quindici giorni.

• Urgentemente deliberato dal podestà Ghinami il ventidue luglio 1926, meno di una settimana dopo il suo insediamento:

“Ritenuta la necessità di costruire un orinatoio pubblico nel sito ove ora abitualmente si provvede a tale bisogna con poca decenza e con grave danno alla salute ed igiene pubblica;

“Visto il preventivo presentato dal muratore Piras Pietro, invalido di guerra, che fa ammontare la spesa alla somma di lire 345,00.

“Ritenuta la urgenza dell’opera.

“Delibera

“Costruirsi un orinatoio pubblico nel senso indicato nel calcolo unito e nella misura della spesa preventivata dal muratore Piras, ridotto a £. 345.”

• Con un atto del ventiquattro febbraio 1927, il podestà lancia un’operazione di prevenzione della bestemmia e del turpiloquio, i dettagli della quale sono riprodotti qua sotto:

“Vista l’opportunità di richiamare l’attenzione dei cittadini sul divieto della bestemmia e del turpiloquio che offendono la dignità umana e la millenaria civiltà italica, delibera di provvedere all’acquisto di 25 targhe metalliche di propaganda antiblasfema dal Comitato Nazionale di Bologna, prelevando la somma di lire 60 – quale costo delle targhe medesime – dal fondo delle spese impreviste.”

Detto bosco è idea personale di Benito Mussolini

Costo di una targa: due lire e quaranta centesimi.

• Il venticinque maggio 1927, il podestà revoca l’affitto di un terreno del convento di Santa Lucia al signor Alfonso Sitzia. Ragioni della revoca: il terreno serve per il Bosco Littorio. Detto bosco è idea personale di Benito Mussolini, che “invita tutti i Comuni d’Italia alla cessione a favore dell’opera Nazionale Balilla di un tratto di terreno per crearvi il Bosco Littorio”, e pertanto “merita l’appoggio morale e materiale di questo Comune”.

Il Bosco Littorio era sicuramente superiore a qualunque cosa il signor Sitzia avesse avuto intenzione di fare sullo stesso terreno.