La Maestra del Doposcuola

Il comune aveva istituito il doposcuola. San Gavino aveva solo una scuola elementare e il suo doposcuola relativo. Il dopolavoro era una raccomandazione del ministro Giuseppe Belluzzo, che, con una circolare del mese di ottobre 1928, lo aveva definito “opera altamente patriottica ed educativa”.

“L’Onorevole Ministro dell’Istruzione raccomanda l’istituzione, in ogni comune, del Dopo-scuola, opera altamente patriottica ed educativa”

L’undici settembre 1929, la direzione didattica scrisse al podestà. Come riportò il podestà in una delibera del quattordici settembre 1929…

“la Direttrice Didattica del Circolo Scolastico locale, chiede l’assegnazione di una adeguata ricompensa o retribuzione alla Insegnante Signorina Mamusa Annunziata, la quale ha insegnato nel Dopo-Scuola nell’anno scolastico passato.”

La lettera della direttrice didattica è scritta con il pennino e il calamaio. La macchina da scrivere è la responsabile numero uno dell’estinzione del pennino, dello scrittoio inclinato e dello scrivano. I pochi scrivani che ancora esistono vivono nella Foresta Nera. Fingono di essere monaci trappisti che fanno la birra per sfuggire al wwf che vorrebbe metterli in una riserva.

Scrisse la direttrice:

“L’Onorevole Ministro dell’Istruzione raccomanda l’istituzione, in ogni comune, del Dopo-scuola, opera altamente patriottica ed educativa. In essa (la circolare del ministro, es) fra l’altro è detto ‘Raccomando poi vivamente di voler assegnare ai maestri del Dopo-scuola, a seconda delle possibilità dei bilanci, dei premi in denaro che se non possono compensare il valore dell’opera prestata dagli insegnanti, possono nondimeno dimostrare tangibilmente che la loro fatica è riconosciuta e apprezzata’.”

Quindi la direttrice racconta di una…

“adunanza degli insegnanti allo scopo di esortarli a svolgere la più grande attività a vantaggio di detta iniziativa.”

E aggiunge che durante questa adunanza…

“si offrì spontaneamente ed entusiasticamente di tenere una sezione unica del ‘Dopo-scuola’ la Maestra Mamusa Nunziata titolare della seconda mista numerosissima.

“Col primo febbraio accolse nella sua aula alunni di tutte le classi bisognosi di cure e di affetto e li tenne giornalmente alla fine dell’orario scolastico.

“…complessivamente la Maestra Mamusa stava in classe otto ore, facendo enorme sciupio di forze e di voce.”

I pochi scrivani che ancora esistono vivono nella Foresta Nera

Apparentemente la maestra di scuola, Nunziata Mamusa, non era pagata per fare gli straordinari. Per questo la direttrice didattica propone al podestà di darle un compenso:

“La propongo alla S. V. Illma perché, nei limiti delle disponibilità del Bilancio comunale, voglia assegnarle un adeguato compenso per lo straordinario lavoro compiuto coronato da ottimi risultati. (…) Del provvedimento che la S. V. Illma vorrà prendere per incoraggiare la lodevole iniziativa sarà data comunicazione agli uffici superiori.”

La delibera del podestà è di tre giorni dopo.

“Vista la nota 11 settembre 1929 n. 958, con la quale la Direttrice Didattica del Circolo Scolastico locale, chiede l’assegnazione di una adeguata ricompensa o retribuzione alla Insegnante Signorina Mamusa Annunziata, la quale ha insegnato nel Dopo-Scuola nell’anno scolastico passato. (…)

“Ritenuto che questo Comune ha già stanziato appositamente nel bilancio in corso, all’art. 103, la somma di L. 500,

“Delibera di emettere sull’art. anzidetto, un mandato di Lire Cinquecento in favore della Insegnante Sig. Annunziata Masusa (sic), per l’opera prestata nell’anno scolastico 1928/29 nella istituzione del Dopo-Scuola che ha dato dei risultati incoraggianti.”