Minima Acta

• Il diciannove ottobre 1925 rinasce “la consuetudinaria festa degli alberi… per lo spirito simbolico e spirituale che essa rappresenta”. Commissione apposita formata da: Ida Porcu, (nome mancante) Sanna, Giovanni Deleucchi, Peppina Uras, Giovanni Demuro, Gennaro Giglio. Tutti eletti per acclamazione.

• Il ventitré novembre 1925 il comune acquista nuove lampadine dalla ditta Ferrowatt (su internet si trovano ancora). Spesa: 558 lire 70 centesimi. Il primo impianto elettrico di San Gavino era stato deliberato il ventisette giugno 1919 con una convenzione con la ditta Francesco e Mario Russo di Cagliari. L’otto novembre 1924 aumenta il numero di lampadine installate. Costo: 2.268,50 lire. L’energia elettrica costava 1,55 lire al KWh. Sconto del 15% per gli uffici pubblici. Energia fornita dalla Imprese Elettriche Sarde. Il ventitré novembre 1925 fu accolta “la instanza di Locci Gemiliano e più chiedenti che nella Via Margherita sia collocata una lampadina elettrica.”

Il diciannove ottobre 1925 rinasce “la consuetudinaria festa degli alberi… per lo spirito simbolico e spirituale che essa rappresenta”.

• Deliberata il ventitré novembre 1925 la spesa di 50 centesimi per un “medaglione con il Fascio Littorio da apporsi alla facciata del muro esterno della gabina (sic) di trasformazione dell’impianto elettrico, opera dell’Amministrazione Fascista.” “L’acquisto è obbligatorio”.

• Il quattordici ottobre 1924, il comune decide di mandare una sua rappresentanza a Roma per l’anniversario della “marcia fascista”. La marcia è prevista per il ventotto dello stesso mese. Spesa tremila lire. Non è specificato chi andò a rappresentare San Gavino Monreale a Roma. Il comune era commissariato.